Il periodo conclusivo del progetto ha consentito di riallineare il cronoprogramma delle attività di rilievo, precedentemente sospese per motivi autorizzativi, e di completare tutte le fasi propedeutiche all’elaborazione, archiviazione e integrazione dei dati. È stata inoltre portata a termine la fase di test e validazione del protocollo operativo sviluppato, in linea con gli obiettivi previsti.
Attività di rilievo
WP3- Task 3.2
Rilievi fotogrammetrici con drone ed elaborazione dei dati
A seguito del rilascio delle autorizzazioni da parte delle autorità competenti, è stato eseguito il rilievo fotogrammetrico di due porzioni di facciata del Palazzo Ducale, con l’obiettivo di integrare la nuvola di punti già acquisita mediante scansione laser terrestre e di ottenere una restituzione metrico-descrittiva ad alta risoluzione, funzionale alle attività diagnostiche e al confronto multitemporale.
Il piano di volo, precedentemente pianificato in dettaglio, ha consentito di ottimizzare la fase di acquisizione, riducendo il tempo di attività in sito a circa un’ora complessiva. Per ciascuna porzione di facciata sono stati acquisiti circa 1.500 scatti automatici, con una copertura completa e sovrapposta delle superfici, secondo un pattern a griglia con overlap frontale e laterale >80%.
Le operazioni si sono svolte in condizioni ambientali favorevoli e senza interferenze con le attività museali, i visitatori o il traffico pedonale lungo il Rio della Canonica.
La successiva elaborazione dei dataset è stata condotta con Agisoft Metashape Professional, seguendo una pipeline di processamento che ha incluso:
- Allineamento delle immagini tramite matching dei tie points;
- Generazione della nuvola densa (dense cloud) per interpolazione spaziale;
- Creazione della mesh tridimensionale (OBJ) e texturizzazione ad alta risoluzione;
- Produzione dell’ortofoto georiferita ad alta precisione.
I modelli tridimensionali e le ortofoto così ottenuti sono stati esportati in formato IAS per l’integrazione nei sistemi informativi esistenti e per l’interoperabilità con la piattaforma BIM utilizzata nel progetto. I file OBJ mesh e le relative ortofoto ortorettificate sono stati utilizzati anche come base per le analisi visive e le valutazioni comparative con i rilievi termografici e le ispezioni in fune.
Rilievi termografici con drone ed elaborazione dei dati
Contestualmente, è stato condotto il rilievo termografico mediante drone equipaggiato con termocamera IR (risoluzione 640×512 px, NETD ≤50 mK), in modalità di volo manuale. L’acquisizione è avvenuta a una quota massima di 25 m AGL, con scansione verticale e sovrapposizione dell’80–85% tra le immagini. Sono stati eseguiti anche rilievi integrativi con termocamera portatile ad alta risoluzione, per analisi ravvicinate.
Le immagini termiche sono state acquisite in formato R‑JPG e TIFF, elaborate con software termografici e fotogrammetrici per generare modelli 3D termici e ortomosaici qualitativi. Durante il post-processing è stato necessario allineare i dati al medesimo range termico per ottenere confronti affidabili.
Dal punto di vista operativo, l’ispezione ha richiesto particolare attenzione a:
- Condizioni ambientali stabili: irraggiamento solare costante, vento assente, assenza di pioggia nelle 48 h precedenti.
- Limiti strumentali: l’emissività variabile dei materiali (pietra, intonaco, materiali biologici) ha reso preferibile un’analisi qualitativa, non essendo possibile eseguire una calibrazione affidabile per ogni superficie.
- Vincoli logistici e ambientali: assenza di segnale GPS/RTK per il volo automatico, necessità di gestire manualmente le traiettorie, e rischio di interferenze con fauna urbana (gabbiani).
- Irregolarità morfologica delle superfici: elementi scolpiti e aggetti architettonici hanno creato ombreggiature e riflessi, complicando l’interpretazione dei dati.
La raccolta dei dati ha permesso di evidenziare differenze termiche indicative tra zone apparentemente simili, suggerendo la presenza di fessurazioni, umidità residua o potenziali distacchi del rivestimento. Tali anomalie, in particolare sulla facciata esposta al canale, sono state messe in relazione con l’ambiente lagunare e la presenza diffusa di biofilm, che altera l’emissività e maschera la lettura delle temperature superficiali.
Aggiornamento dei dati elaborati su piattaforma usBIM
WP1- Task 2.1
Al termine delle operazioni di rilievo e della successiva elaborazione fotogrammetrica e termografica, tutta la documentazione prodotta è stata organizzata e archiviata in formato digitale all’interno della piattaforma usBIM, in conformità con le linee guida del progetto e con gli standard previsti per l’interoperabilità dei dati.
In particolare, sono stati caricati i seguenti materiali:
- Modelli 3D mesh (formato OBJ) con texture georeferenziata;
- Ortoimmagini ad alta risoluzione (formato GeoTIFF), riferite alle porzioni di facciata indagate;
- Nuvole di punti in formato LAS e PLY;
- Rapporti tecnici e output termografici, comprensivi di mappe IR, analisi delle anomalie, e modelli 3D termici;
- Metadati e report di volo, completi di parametri ambientali, coordinate e pianificazione delle missioni.
Tutti i file sono stati strutturati in cartelle tematiche e associati a schede informative descrittive, per facilitarne la consultazione e la tracciabilità. I dati sono accessibili attraverso un sistema di permessi e versionamento, e saranno mantenuti in formato aperto per eventuali riutilizzi e confronti multitemporali. L’integrazione con l’ambiente BIM consente inoltre la visualizzazione diretta dei modelli nel contesto architettonico e storico dell’edificio, nonché l’aggancio a ulteriori moduli analitici previsti nella fase successiva di gestione e conservazione programmata.
Integrazione del modulo Blockchain per la tracciabilità e la validazione dei dati
WP1- Task 2.2
Completata la fase di rilievo, elaborazione e archiviazione dei dati digitali su piattaforma usBIM, è stato attivato il modulo blockchain previsto nel protocollo operativo, con l’obiettivo di garantire la tracciabilità, la validazione e l’inalterabilità dei dati critici generati durante il processo di monitoraggio.
L’integrazione è avvenuta mediante interfacciamento diretto tra usBIM e il sistema blockchain, in modalità hash-based notarization: per ciascun file significativo (modelli 3D, ortofoto, report diagnostici, termografie, log di volo, etc.) è stato generato un codice hash univoco (SHA‑256), successivamente ancorato alla blockchain pubblica tramite smart contract. Questo meccanismo consente di:
- Garantire l’autenticità del dato rispetto alla sua versione originale;
- Certificare temporalmente ogni fase di acquisizione ed elaborazione (timestamp);
- Rintracciare eventuali modifiche successive, segnalando ogni alterazione;
- Assicurare trasparenza e interoperabilità tra i partner coinvolti, in un contesto multi-attoriale.
La soluzione adottata è compatibile con standard open-source e consente l’integrazione futura con piattaforme di gestione del patrimonio costruito, sistemi di audit digitale e strumenti di supporto decisionale per la conservazione programmata. L’accesso ai dati validati è gestito tramite identificazione sicura e ruoli profilati, nel rispetto delle normative sulla protezione dei dati e della documentazione tecnica in ambito beni culturali.
Con questa fase, il progetto sperimenta concretamente l’adozione di tecnologie DLT (Distributed Ledger Technology) per finalità di tutela, monitoraggio e valorizzazione del patrimonio storico, anticipando scenari applicativi a lungo termine nella gestione digitale dei beni monumentali.
Protocollo M4P0
WP1- Task 3.1
Aggiornamento e revisione finale del protocollo operativo
A conclusione della fase sperimentale del progetto, è stata condotta una revisione tecnica e contenutistica del protocollo operativo per il monitoraggio e la conservazione programmata degli edifici storici in ambienti complessi. L’obiettivo della revisione è stato quello di recepire e integrare le nuove attività sperimentate nel corso dell’ultima fase operativa, con particolare riferimento ai rilievi termografici aerei condotti mediante drone, eseguiti in affiancamento ai rilievi fotogrammetrici e alle ispezioni in quota.
Le modifiche introdotte hanno riguardato:
- L’aggiunta di una nuova sezione dedicata ai rilievi termografici in remoto, con descrizione delle condizioni ambientali necessarie, dei parametri tecnici dei sensori IR, e delle modalità di acquisizione sincrona con il rilievo RGB;
- L’integrazione dei flussi operativi con la definizione della sequenza ottimale tra rilievo visibile e termografico, al fine di massimizzare la leggibilità delle anomalie termiche;
- L’inserimento dei criteri di validazione dei dati termici, inclusi gli indicatori di conformità, i metodi di calibrazione, e le procedure di confronto con i rilievi da piattaforma fissa o manuale;
- L’aggiornamento della fase di elaborazione con strumenti di processing termico e fusione multicanale, nonché la codifica dei file termici per l’archiviazione su piattaforma usBIM;
- L’adeguamento del modulo di tracciabilità blockchain, con l’estensione del sistema di hashing e certificazione temporale anche ai dataset termografici.
Il protocollo è stato inoltre completato con un set di allegati operativi e normativi, sviluppati per supportare la sua applicazione pratica e la replicabilità metodologica:
Allegato A – Schede tipo per la mappatura delle alterazioni (UNI 11182);
Allegato B – Esempio di output in formato interoperabile IFC e Shapefile georiferito;
Allegato C – Estratto del piano di conservazione programmata (approfondito in Art. 4.7) (modello tipo);
Allegato D – Schema di check-list per attività di manutenzione;
Allegato E – Cronoprogramma esemplificativo (in formato Excel e PDF/A/A);
Allegato F – Istruzioni operative per la certificazione blockchain dei dati (se attivata);
Il documento è stato pertanto aggiornato nella sua versione finale (Rev. 13), che incorpora tutte le specifiche tecniche, i riferimenti metodologici e le innovazioni procedurali emerse in fase sperimentale. Tale revisione rappresenta il consolidamento del protocollo come strumento operativo replicabile, adattabile a diversi contesti e integrabile con ulteriori tecnologie diagnostiche.
Stesura e applicazione del piano di test
A supporto della verifica sperimentale del protocollo operativo, è stato redatto un piano di test strutturato, finalizzato a valutare l’effettiva applicabilità e coerenza delle procedure previste in contesto reale. Il piano si configura come strumento tecnico-operativo per la validazione di ciascuna fase del protocollo, e garantisce la tracciabilità metodologica delle attività svolte.
La sua stesura ha seguito un’impostazione modulare, con la definizione puntuale di:
- Obiettivi di verifica per ciascuna fase operativa (es. rilievo, elaborazione, archiviazione, analisi);
- Parametri da monitorare, soglie di accettabilità e indicatori di qualità operativa;
- Procedure di controllo, strumenti e modalità di esecuzione;
- Ruoli e responsabilità degli operatori coinvolti;
- Modalità di registrazione degli esiti, tramite schede tecniche, checklist e log di campo.
Il piano di test rappresenta il riferimento operativo per la validazione del protocollo, assicurando uniformità nei criteri di valutazione e possibilità di replicabilità in future applicazioni. La sua applicazione ha consentito di verificare la corretta esecuzione delle fasi previste, identificando eventuali criticità o scostamenti procedurali, successivamente documentati nella relazione tecnica.
Il documento è stato pertanto aggiornato nella sua versione finale (Rev. 13), che incorpora tutte le specifiche tecniche, i riferimenti metodologici e le innovazioni procedurali emerse in fase sperimentale. Tale revisione rappresenta il consolidamento del protocollo come strumento operativo replicabile, adattabile a diversi contesti e integrabile con ulteriori tecnologie diagnostiche.
Validazione del protocollo operativo
La validazione del presente protocollo operativo è stata condotta internamente da Co. New Tech. S.r.l., ma con una chiara distinzione tra la fase di redazione tecnica, affidata al team operativo del progetto, e la verifica formale, svolta dal titolare dell’azienda, in qualità di responsabile scientifico e garante metodologico. Tale scelta ha permesso di mantenere una valutazione autonoma e imparziale all’interno dello stesso soggetto attuatore, assicurando la tracciabilità e l’affidabilità del processo anche in assenza di validazione da parte di un ente terzo.
Il processo di validazione si è articolato nelle seguenti fasi principali:
- Definizione del piano di test, contenente gli obiettivi di verifica, i parametri tecnici da monitorare, gli indicatori di conformità, le soglie di accettabilità e le responsabilità assegnate agli operatori coinvolti;
- Applicazione sperimentale del protocollo su porzioni selezionate dell’edificio oggetto di studio, documentando puntualmente tutte le attività eseguite (rilievi laser, fotogrammetrici, termografici, elaborazione dei dati, archiviazione, esportazione in formato interoperabile);
- Raccolta e tracciamento delle evidenze, attraverso check-list, moduli di campo, report operativi, output generati (nuvole dense, ortofoto, mesh 3D, mappe IR), e archiviazione sistematica su piattaforma usBIM;
- Verifica dei risultati in riferimento ai criteri stabiliti, con confronto tra output attesi e ottenuti, e annotazione di eventuali scostamenti, criticità o esigenze di ottimizzazione;
- Formalizzazione dei risultati mediante la redazione di un documento tecnico di validazione, che riporterà nel dettaglio le metodologie adottate, le evidenze raccolte, le non conformità riscontrate (ove presenti) e l’esito finale della validazione.
Il processo è stato completato con la firma del titolare e la certificazione blockchain dei principali output, a garanzia della trasparenza, integrità e validità scientifica del protocollo.
Deployment del modello AI e test su immagini campione
WP1- Task 3.2
Nell’ambito delle attività di sperimentazione e supporto al protocollo operativo, è stato eseguito il deployment online del modello di intelligenza artificiale su piattaforma Hugging Face, per consentire l’accesso remoto, la verifica pubblica e l’integrazione modulare con altri strumenti diagnostici. Il modello è stato sviluppato per offrire un’assistenza automatizzata nelle seguenti attività chiave:
- Analisi descrittiva dello stato di fatto, con estrazione semantica dei fenomeni di degrado riconoscibili;
- Proposta operativa di intervento, basata sulla tipologia e distribuzione del degrado;
- Mappatura visiva del fenomeno, tramite segmentazione delle aree alterate direttamente sull’immagine.
La fase di test è stata condotta su immagini campione selezionate dal dataset di rilievo, comprendente sia scatti effettuati da drone che immagini da ispezione ravvicinata in fune, al fine di simulare diversi livelli di distanza, risoluzione e complessità geometrica.
La mappatura visiva si basa su una combinazione tra modelli open vocabulary (zero-shot segmentation) e segmentazioni supervisionate ottenute mediante dataset annotati in CVAT AI. I risultati iniziali sono stati soddisfacenti in termini di interpretazione testuale e coerenza descrittiva, mentre si evidenziano margini di miglioramento per quanto riguarda la precisione dei contorni, la discriminazione fine delle tipologie di degrado e la robustezza in condizioni di luce e texture variabili.
| Voce | Dettagli |
| Nome modello | M4P0 AI – Diagnostic Mapping Prototype v0.3 |
| Hosting | Hugging Face Hub (private repo) |
| Modelli integrati | Open Vocabulary Segmentation (Grounded-SAM / GLIP2), GPT-4 Vision (test), CVAT-trained masks |
| Input | Immagine RGB (rilievo drone/fune) + Prompt testuale (es. “croste nere”) |
| Output 1 | Descrizione semantica tecnica dello stato di fatto |
| Output 2 | Mappatura visuale del fenomeno su immagine (box/poligoni con etichetta) |
| Output 3 | Proposta operativa sintetica per intervento conservativo |
| Formato output mappa | PNG annotata + TXT descrittivo + JSON/GeoJSON (sperimentale) |
| Dataset usati | Dataset interno annotato con CVAT AI + dataset pubblico segmentazione open vocabulary |
| Tecnologie | PyTorch, OpenCV, GroundingDINO, Segment Anything, Hugging Face API |
| Limiti attuali | Accuratezza da migliorare su superfici complesse; ottimizzazione su immagini IR in corso |
Evento finale di disseminazione e attività di comunicazione
WP1- Task 1.1
A conclusione del progetto è stato organizzato un evento finale di disseminazione rivolto ai principali stakeholder del settore della tutela e conservazione, con la partecipazione attiva di rappresentanti della Fondazione Musei Civici di Venezia (FMCV) e della Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio (SABAP). L’incontro ha rappresentato un momento di confronto e condivisione dei risultati ottenuti, illustrando l’evoluzione del protocollo operativo M4P0, le attività di sperimentazione condotte sul campo e le prospettive di applicazione future.
Nel corso dell’intero progetto, la piattaforma dedicata www.m4p0.it ha svolto un ruolo fondamentale per garantire trasparenza, tracciabilità e accesso continuo alle informazioni. I report periodici pubblicati online hanno documentato l’avanzamento delle attività in modo chiaro e accessibile, contribuendo a rafforzare il dialogo tra i soggetti coinvolti, favorire il trasferimento di conoscenze e consolidare il valore pubblico del progetto.
L’incontro finale ha incluso una presentazione tecnica del protocollo e delle sue componenti operative, una dimostrazione del sistema AI integrato, e un momento di dialogo aperto su possibili sviluppi e adozione su scala più ampia.











